Storia dell'Isola

Il 1° Gennaio 1892 apre il primo nucleo di Ellis Island che si trovava a Castle Clinton in Battery Park, sulla punta meridionale dell’isola di Manhattan (prima Isola delle Ostriche,poi Gibbet Island,-Isola del Patibolo-e infine Ellis Island dal nome del suo proprietario Samuel Ellis)

Dall'isola passarono, tra il 1892  e il 1954 , oltre 12 milioni di persone,  pari a circa il 70 per cento dell'intero flusso immigratorio indirizzato negli Stati Uniti nel corso di quest'arco temporale, tant'è che oggi le origini di oltre 100 milioni di americani (ovvero del 40 per cento dell'attuale popolazione statunitense) risalgono a un individuo che attraversò la sua grande e rumorosa Registry Room, facendo di Ellis Island uno dei luoghi di frontiera più famosi del mondo.

La selezione

Quando le navi a vapore entravano nel porto di New York, i più ricchi passeggeri di prima e seconda classe venivano ispezionati a loro comodo nelle loro cabine e scortati a terra da ufficiali dell’immigrazione.Queste ispezioni erano molto più superficiali tanto da spingere alcuni emigranti, che temevano di non superare le visite più rigorose di Ellis Island, a pagare il più caro biglietto di seconda classe.

I passeggeri di terza classe venivano portati a Ellis Island per l’ispezione, che era più dura. Il traghetto storico Ellis Island veniva usato dal Servizio Immigrazione per trasportare gli immigrati che arrivavano e il personale del centro di immigrazione.Questi traghetti, noleggiati dalle compagnie di navigazione, erano di solito sovraffollati e, per le loro condizioni, potevano tenere a malapena il mare. Ma chi doveva passare per Ellis Island veniva tenuto su queste imbarcazioni senza acqua né cibo per ore.

Gelidi d'inverno e bollenti d'estate, nonché totalmente privi di servizi igienici,  è stato calcolato che oltre il 30 per cento dei bambini arrivati a New York sofferenti di una qualche malattia negli anni a cavallo tra Otto e Novecento moriva a causa dell'esposizione al freddo subita durante il pur breve viaggio attraverso la baia.

Ogni immigrante in arrivo portava con sé un documento con le informazioni riguardanti la nave che l’aveva portato a New York. I medici esaminavano brevemente ciascun immigrante e marcavano sulla schiena con del gesso coloro per i quali occorreva un ulteriore esame per accertarne le condizioni di salute; (per esempio: pg per donna in cinta; k per ernia; x per problemi mentali) e quindi veniva ricoverato nell'ospedale dell'isola o in quelli di Manhattan e di Brooklyn.

 

Agli immigrati veniva assegnata una Inspection Card con un numero e c’era da aspettare anche tutto un giorno, mentre i funzionari di Ellis Island lavoravano per esaminarli.

I "marchiati" venivano esclusi dal flusso principale ed inviati in un'altra stanza per un esame più approfondito. In questi casi spesso venivano a separarsi dei nuclei familiari. La natura "industriale" del processo e le difficoltà linguistiche facevano si che non fossero date spiegazioni.

Secondo le registrazioni ufficiali tuttavia solo il due per cento veniva rifiutato, e molti di questi si tuffavano in mare e cercavano di raggiungere Manhattan a nuoto o si suicidavano, piuttosto che affrontare il ritorno a casa.

 

 

 

 

 

Il ritorno

Per i più sfortunati, ritenuti non idonei, c'era - ironia della sorte, nonché della legislazione statunitense in vigore - il ritorno sulla stessa nave con cui erano arrivati; nave sottoposta all'obbligo di riportare indietro al porto d'imbarco gli immigrati non accettati.Anche se, in termini percentuali, furono relativamente pochi gli immigrati respinti, c'è da sottolineare che anche se solo  il 2 per cento di rifiuti, in anni di picco immigratorio, significava migliaia di individui al mese rimandati a casa.

Registry Room

Dopo l’ispezione, gli immigranti scendevano dalla Sala di Registrazione per le “Scale della Separazione” che segnavano il punto di divisione per molte famiglie e amici verso diverse destinazioni.Passate le visite mediche gli immigrati sedevano sulle panche nella sala dei registri in attesa del colloquio. Erano raggruppati secondo il numero di sbarco. Il registro conteneva 30 nomi per ogni pagina e questo metodo consentiva di esaminare il gruppo senza dover girare pagina

Nome, luogo di nascita, stato civile, luogo di destinazione, disponibilità di denaro, professione, precedenti penali.

La domanda più insidiosa era l'ultima: Hai un lavoro? La legge sul lavoro straniero del 1885, appoggiata dai sindacati, escludeva gli immigrati che erano giunti dall'estero con un contratto di lavoro. Questo doveva in teoria proteggere i salari americani dalla concorrenza di manodopera a basso costo proveniente dall'estero. Spesso questa legge veniva applicata anche a chi diceva di recarsi a lavorare presso parenti e amici.

Occorreva dimostrare di essere in condizioni di lavorare e di mantenersi, ma senza dire di avere un lavoro già pronto.

Per la maggior parte degli emigranti l'esperienza di Ellis Island durava 4 o 5 ore. Ricevevano alla fine il permesso allo sbarco e venivano indirizzati verso il molo del traghetto per New York o verso la biglietteria ferroviaria.

All'uscita, ad attenderli, spesso c'erano parenti e conoscenti. Prima di lasciare l'isola i nuovi arrivati potevano utilizzare una serie di servizi come la vendita di biglietti ferroviari, il cambio di valuta, l'invio di telegrammi etc. Tutti questi servizi erano gestiti da privati in regime di concessione.

Lasciata l'isola, gli immigrati raggiungevano destinazioni da un capo all'altro degli Stati Uniti.

L' Isola nella Storia

Nel '54, dopo aver accolto milioni di persone l'Ellis Island ha chiuso i battenti. Da allora ha custodito i microfilm dei "manifest" delle liste passeggeri e gli archivi dei servizi dell'immigrazione. Proprio come un fedele custode per la storia degli antenati di quella parte d'America discendente dagli europei approdati negli States da fine Ottocento in poi.


Gli edifici, poi, furono abbandonati fino alla metà degli anni Ottanta, quando l’edificio principale a quattro torrette venne completamente ristrutturato e riaperto nel 1990 come Museo dell’Immigrazione. E’ un museo che ricrea con forza espressiva l’atmosfera del luogo con film e mostre fotografiche che celebrano l’America come nazione di immigrati.

 In seguito, grazie all'opera di molti volontari, l'archivio del museo è stato messo online, a disposizione dei navigatori.

 Sebbene solo virtualmente, si può accedere, come in quei anni, all'America attraverso la porta di Ellis Island tramite il sito
http://www.ellisislandrecords.com