Tutte queste terre sono bellissime,piene di alberi.

Ci sono praterie vastissime,uccelli e minerali,vaste foreste,oro e altri materiali e cose preziose .

C'è in questa terra molto cotone,che si potrà vendere nelle grandi città che verranno senz'altro scoperte.

Potremmo anche vendere a queste città prodotti di Spagna!

 

(Aveva raccontato C. Colombo)

 

Il biografo del navigatore ligure Las Casas conferma indirettamente affermando che: "Colombo era tanto sicuro di arrivare a scoprire ciò che effettivamente scoprì, quanto si può essere sicuri del possesso di un oggetto che si tiene in una cassetta chiusa a chiave".

 

 

 

 

Il primo italiano a sbarcare nel nuovo mondo fu Cristoforo Colombo nel 1492. Scoprì terre sconosciute e indicò un percorso che, quattro secoli più tardi, venne seguito da milioni di connazionali in cerca di una vita migliore.

Da allora, molti altri hanno scelto di andare in America alla ricerca di lavoro, di ricchezza, di fortuna e di gloria.

L’istituzione del Columbus Day, festa nazionale degli Stati Uniti, è dovuta ad un emigrante ligure(Coreglia), Angelo Noce. Nato nel 1847 in località Noziglia, in una casa ormai crollata, il suo ricordo è stato affidato ad una targa in occasione del 150° della nascita. La sua storia e ben diversa da quella di tanti fontanini andati in America unicamente per fare fortuna. Egli infatti per tutta la vita perseguì l’idea di rendere onore a Cristoforo Colombo, impegnando i frutti del suo lavoro — era diventato titolare della “Colorado Pioneer Printers” —nel sostegno di un comitato da lui costituito. 

Il primo risultato lo ottenne nel 1907 con la celebrazione del 12 ottobre in Colorado.

 Ma soltanto nel 1968 il Congresso deliberò che la “giornata di Colombo” fosse festeggiata in tutta la federazione. Di Angelo Noce, morto senza un soldo, resta un Libro: La storia degli Italiani in Colorado, e il suo sogno realizzato: il Columbus Day.