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Cenni Storici Il toponimo Sarzana è di incerta origine;un'umanista sarzanese del XV secolo tale Antonio Ivani, faceva derivare il nome Serrazzana o Sergianum da un antico colono romano della gente Sergia, discendente in qualche modo da Enea. Il Castrum Sarzanae coincideva con l'attuale fortezza di Castruccio e lo ritroviamo citato in un diploma di Ottone I ,(963) che lo affidava ad Adalberto ,vescovo di Luni.Il Castrum Sarzanae è il centro amministrativo dei Vescovi lunensi e comprende anche il "Granarium Curiae Episcopi" , il borgo invece si sviluppa con l'apporto dei signori di Vezzano e Fosdinovo .Nel 1140 Sarzana è retta da due Consoli; nel 1163 Federico Barbarossa, a danno del vescovo locale, con un suo diploma,affranca i sarzanesi da alcun pedaggi e da loro la possibilità di eleggere propri magistrati. L'aumento interesse economico porta anche ad un nuovo impulso demografico e allo sviluppo edilizio. Nel X secolo era stato deviato il torrente Calcandola, nel suo alveo ormai asciutto, sorge un nuovo agglomerato Asiano intorno ad una piazza che poi si denominerà appunto Calcandola. Ai nuovi abitanti il Vescovo Pipino, assegnò terreni con diritti di costruzione , questo agglomerato non ebbe mai una struttura amministrativa autonoma, era un solo un "fundus" dipendente dal Vescovo che lo gestiva tramite la pieve di S. Andrea con cui era confinante.Solo più tardi tra il XIII e il XIV secolo le due entità territoriali si fusero. Alle soglie del XIII secolo, dopo alterne vicende favorevoli e sfavorevoli all'autonomia del borgo, si prepara il trasferimento della sede vescovile da Luni, a Sarzana.Trasferimento confermato con la bolla del Pontefice Innocenzo III nel 1204. Durante l'egemonia pisana (1248) inizia la costruzione della fortezza di Firmafede.Anche qui come a Firenze esistono due strutture fortificate: la fortezza detta poi Castruccio decentrata e la fortezza Firmafede inserita nel tessuto urbano.La fortezza cittadina finisce in qualche modo per essere militarmente inutilizzata e usata ad esigenze civili, la struttura fortificata decentrata è in posizione dominante e mantiene la sua funzione nel tempo: anche durante la seconda guerra mondiale la fortezza di Castruccio divenne caposaldo dei tedeschi alle spalle della linea gotica. Sul finire del settembre 1306, Dante Alighieri, in viaggio per Sarzana, giungeva al far del tramonto, a "quel castello di Fosdinovo,sull'altura ventosa",come ebbe a definirlo Gabriele D'annunzio, visitatore illustre del luogo nell'estate del 1899.Dante in piazza Calcandola - nell'area dove adesso sorge il Palazzo municipale -erano ad attenderlo Frà Guglielmo Malaspina dei Frati Minori, Bartolomeo Tanaregia soldato di Lucca e il giudice Tomasino di Parente di Stupio che furono testimoni alla consegna della procura di Franceschino Malaspina.Si trattava di una vera e propria procura generale nella quale il Poeta aveva totale facoltà di decisione nella trattativa di pace. Dello storico avvenimento svoltosi in Sarzana nella "Platea Calcandola" rimane memoria in un'epigrafe dettata secoli dopo da Achille Pellizzari ed affissa sul frontone dell'attuale Palazzo:"Orma di Dante non si cancella".Il soggiorno nel castello di Mulazzo, corte raffinata dove spesso sostavano nel loro viaggio verso "La Provenza" fu gradito a Dante che sembrò trovarvi quella pace perduta nell'amarezza dell'esilio.Fu dunque, quella di Lunigiana,tappa importante nella biografia dantesca
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