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Da Viale S. Bartolomeo a Piazza IV novembre
Pitelli era una frazione della Pieve
dei S.S. Stefano e Margherita di Arcola.Poi essendo aumentata la
popolazione per la sua bella posizione e per la feracità della sue
colline,con Bolla del 1634 venne smembrata dalla Chiesa Matrice e
costituita parrocchia a sé.Ma forse già da tempo gli abitanti
avevano trasferito nel luogo il culto di San Bartolomeo dall'antichissimo
Ospedale "de centrum clavibu" (cento chiodi) situato nel luogo
dell'attuale stabilimento militare di San Bartolomeo e anticamente
distrutto dal mare.La chiesa dedicata a San Bartolomeo Apostolo
(1634) risale al
secolo XVIII.
Pitelli è da sempre terra di anarchici comunisti e
antifascisti, prova ne è il ricco patrimonio sociale ,due società cooperative,
la Pubblica Assistenza , la società di Mutuo Soccorso, il club operaio di
Pitelli, la
Banda, la Confraternita, il circolo Mogogno,la società sportiva i pitellesi nel
corso di questo secolo, contribuendo a costruire quell'immenso
patrimonio di socialità del paese.
Si dice che durante il periodo del fascismo Pitelli per la sua nota avversione
al regime fosse come del resto lo era Arcola sottoposta a vessazioni dai podestà,
celebre il discorso tenuto da uno di questi in cui diceva " Genti di Arcola
e di Pitelli se volete l'acqua in casa scoperchiate i tetti"
Oggi sono ancora attivi due circoli Arci, il G.S.
pitellese la società di mutuo soccorso,una cooperativa e la Pubblica Assistenza
vero motore di attività del paese.
A Pitelli nella piazza IV novembre hanno la sede il circolo A Piccini di
rifondazione comunista e la sezione Bruno Caleo dei D.S. entrambe dedicate a
partigiani pitellesi.
Il toponimo: la tradizione popolare vuol farlo risalire ai
"pitti", termine dialettale indicante i tacchini (ipotesi
improbabile in quanto Pitelli esisteva prima della scoperta dell'America) .Ardite
interpretazioni vogliono farci discendere direttamente dai piti , guerrieri
celtici cattivissimi con la faccia tatuata di blu (ipotesi che trova il suo
fondamento nella presenza dei celti in Liguria) oppure da un famigerato console
romano piti o pitillis che risiedeva a Pitelli.....quando era ancora in
riva al mare.
Lo stemma di Pitelli ha una nave (saracena) e sullo sfondo tre colline e
tre fonti a rappresentare la fondazione di Pitelli è stata successiva alle
invasioni saracene della costa.
La leggenda vuole che erano le fonti sulfuree
presenti ancora oggi nella zona di S Bartolomeo, a quelle fonti si
abbeverarono i saraceni,diventando pazzi, e permettendo ai pitellesi di scappare
in collina.
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Foto di Pitelli <----clicca

Pitelli
Foto: Casimiro Pietrobono
La manifestazioni del
quartiere di Pitelli é la commemorazione del 20
febbraio, data molto cara ai pitellesi, il 20
febbraio 1945 infatti ci fu un rastrellamento della popolazione di Pitelli
vennero deportate decine di persone prima al carcere del XXI Reggimento e
poi al carcere Marassi di Genova.La data
viene ricordata dal ANPI di Pitelli come monito per le giovani
generazioni.
La Cucina Pitellese
I prodotti tipici oltre ai famosi ravioli
e alla torta di riso dolce sono entrati nella tradizione locale portati dall'immigrazione
lunigianese, i testaroli e gli sgabei
senza dubbio rinomato in passato era il vino dei colli pitellesi che lo stesso
Ubaldo Mazzini lo ricorda come il "mei dei mei era il vino di pitei"
Nel mese di luglio si svolge la sagra del
Raviolo durante la quale si possono assaggiare le prelibatezze della cucina
locale.
Proverbio
pitellese
Il
più famoso proverbio é :
Pitelli
Dio lo fece e poi strappo i modelli
per
non farne di più belli
e
disse a suo figlio Gesù
come
Pitelli non ne farò mai più.
Foto: Casimiro Pietrobono
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