Immagini di Levanto

                     

  • Bardellone

  • Casella

  • Chiesanuova

  • Dosso

  • Fontona

  • Fossato

  • Gallona

  • Groppo

  • Ghiare

 Sebbene Levanto non sia noto anteriormente al 1163, quando il suo nome «Levantum cum curia» appare nel diploma di Federico Barbarossa ad Obizzo Malaspina il Grande, pur è certo che esso ha origini che si fanno risalire a un pagus romano di nome Ceula, localizzato nell'attuale frazione di Montale, abbandonato in seguito all'invasione di Rotari.

Il castello

Raggiungibile salendo la scalinata che parte dal piazzale della chiesa di Sant'Andrea, la cui costruzione risale al XIII secolo.La fortificazione consiste in due parti: la corte,racchiusa dalla cinta muraria e il mastio, con la grande torre circolare posta a sud,in uno degli angoli.Le mura del castello sono sormontate da una merlatura guelfa e presentano un cammino di ronda che è sorretto da beccatelli  voltati.

La torre, che non è molto elevata rispetto al resto,è caratterizzata invece da una merlatura di tipo ghibellino ed è disposta su due parti.Da essa iniziava la cinta muraria di Levanto antica,costruita dai genovesi.Si trattava di un'opera notevole, rafforzata ad intervalli da sette torri quadrate e da una rotonda ,tuttora osservabile.

Quest'ultima è una grande costruzione strutturata su quattro piani, chiamata "torre dell'orologio".Le mura di Levanto dopo aver cinto il borgo, si collegavano nuovamente alle difese del mare.Il castello che è di proprietà privata e che è tuttora adibito ad abitazione, presenta un bel portone d'ingresso, sormontato da un bassorilievo d'ardesia.

 

Le vie del Sale

Levanto,antico e florido borgo dotato di un importante porto,aveva ben due "vie del sale" battute da mercanti, ancora oggi percorribili e intatte nel loro fascino millenario.La prima risaliva le pendici del monte Bardellone e conduceva a Brugnato, in Val di Vara, incrociando la Via Aurelia; di lì ,passando per Zignago,il monte Fiorito e Rossano,raggiungeva Pontremoli,sulla Via Romea o Francigena.Sulla cartina il percorso che da Levanto raggiunge Pontremoli è perfettamente distinguibile,contraddistinto com'è da castelli, cattedrali,pievi e ospitali, molti ormai ridotti a ruderi e non valorizzati.Il secondo itinerario si snoda un pò più a  ponente, e toccando il Monte Nicolao (che sovrasta l'odierno Passo del Bracco), il valico della Mola (tra Carro e Velva),San Pietro Vara e l'importante Varese Ligure, si inerpicava poi sul passo delle Cento Croci e scendeva a Borgo Val di Taro,Bedonia e quindi nel Piacentino.

Queste "due vie del sale" , sono state riutilizzate cinquant'anni fa quando, in tempo di guerra,la gente di Levanto portava nottetempo nei paesi dell'entroterra ligure i barili di prezioso sale ottenuto facendo bollire l'acqua di mare (una pratica vietata e punita  con l'arresto) da scambiare con altri cibi .

 

 

 

Foto: Casimiro Pietrobono 

 

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  • Lavaggiorosso

  • Legnaro

  • Lerici

  • Lizza

  • Montale

  • N. Sra. della Guardia

  • Pastine

  • Ridarolo

  • Sant'Antonio

  • Vignana

Da vedere:

Loggia del Comune (sec. XIII) in Piazza Maggiore la quattrocentesca loggia con le colonne a rocchi di serpentina nera locale, a cinque arcate, sembra far rivivere le antiche riunioni del Parlamento con i rappresentanti delle magnifiche Università di Borgo e Valle

Casa Restani- casa mercantile ligure con porticato a terreno ad uso di fondaco con finestre quadrifore e trifore di pura tradizione romanica del XIII secolo.

Parrocchiale di San Andrea- facciata vestita in fasce alternate di marmo lunense e serpentino verde-scuro di Levanto, le due finestre bifore laterali ed il rosone rappresentano moderne restituzione, ingrandita nel Quattrocento, fu ricostruita nel 1615.

Stile gotico-genovese 

Convento francescano dell'Annunziata-Chiesa di San Francesco- quadro di San Giorgio che uccide il drago di Pier Francesco Sacchi, miracolo di San Diego di Bernardo Strozzi e la Cena di Emmaus, di G. Batta Casone

 

Il castello, con parte della cinta muraria merlata.

Pieve di Ceula

Nelle frazioni

Fontona-Parrocchiale di San Michele Arcangelo, ora Madonna del Soccorso,dei secoli XI-XIII La chiesa risale al 1640 e conserva un pregevole altare marmoreo proveniente dalla parrocchiale di Sant'Andrea.

A Chiesanuova,tra le case medievali si trova anche una locanda.Sul terminare del paese Zattara,con l'interno ben conservato che offre una visione delle abitazioni più ricercate di campagna.La parrocchiale di San Nicolò,primi del XIII secolo,ha l'esterno a conci di pietra gialla.

Legnaro- parrocchiale del tardo Seicento era a due navate, un settecentesco altare marmoreo,il coevo coro ligneo,un raffinata vasca battesimale del XV secolo.Nel sottostante oratorio della Madonna delle Grazie una pregevole pittura su tavola del '500.

Gallona -con la parrocchiale di San Bartolomeo Apostolo,abbazia gentilizia dei signori di Zolasco,un edificio della metà del '400 che ha incastonato sulla facciata un tondo coevo in ardesia raffigurante il patrono

Pastine Soprano- seicentesca cappella dell'Assunta con una tela d'ignoto datata 1596 e una statua lignea settecentesca della Vergine col Bambino.

Si raggiunge la Pieve di San Siro e l'abitato di Montale,attestata nel XVI secolo come la più ricca della diocesi lunense. L'edificio attuale a conci risale all'XI secolo , con le tre absidi allungate nel XV secolo. All'interno,tre navate rette da colonne circolari e soffitto ligneo,sono murati reperti marmorei paleocristiani e una lunetta in ardesia con la Vergine, una statua lignea della Madonna del Carmine del 1751 attribuita ad Agostino Storace,un allievo del Maragliano.Un pregevole coro in noce,il pulpito marmoreo,arredi in argento sbalzato,cesellato e dorato,patene turiboli e navicelle settecenteschi e un ostensorio del 1821 dell'artista Giovanni Battista Brazzo. Nell'adiacente oratorio della Santa Croce l'opera più significativa è l'artistico  portale in ardesia del 1561.La torre campanaria si suppone costruita all'inizio del IX secolo,per il sistema difensivo.

A Lavaggiorosso- abbarbicato nella montagna,nella parrocchiale di San Sebastiano,riedificata nel XVI secolo,si conservano un elegante ciborio marmoreo e tele di pregevole fattura.

Oltre alle parti artistiche e architettoniche storiche,Levanto offre passeggiate di notevole interesse paesaggistico,precorsi naturalistici con i diffusi endemismi,le vecchie cave di marmo di "rosso di Levanto" e di serpentina verde.

«Monte Bardellone»

Da Lunigiana ignota -Il Viandante-

(Carlo Caselli) pag.225

 

In forma d'un piccolo Mongibello, guarda Levanto, monte Bardellone, che s'eleva a m. 678.Si diceva in passato ed ancora si sente ripeterlo dai vecchi, che tutte le strade menano a Roma,così si può dire di monte Bardellone: tutte le strade portano alla sua vetta.Il Bardellone visto sulla carta è un centro da cui partono tanti raggi; pare che lassù sia nata per miracolo quella porzione d'uman genere, destinata a popolare un lembo di Lunigiana.

Si  può salire a questo monte per strade mulattiere : da Monterosso al mare,toccando il santuario della Madonna di Soviore; da Vernazza, toccando il santuario della Madonna di Reggio;da Pignone per  Casale, toccando Monte Marveia (626); da Faggiona, da Borghetto per Cassana, dal Santuario della Madonna di Roverano, toccando Monte Pistolone (658) da Carrodano per le Ferriere; da Levanto per il Montale, toccando Vignana e Lerici; da Levanto per Legnaro ed ancor da Levanto per Ridarolo.