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Escursioni: Lerici-Maralunga-Lerici (45 minuti) Da Piazza Garibaldi, antica sede degli scali di costruzione navale, si sale per la "Carpaneta" (Via A. Doria), si passa davanti al Palazzo dove soggiornò Andrea Doria, e si raggiunge la strada provinciale per Tellaro. Si svolta a destra e si percorre l'ex strada militare che conduce alla ottocentesca batteria navale costiera di Maralunga. La strada passa alta e si hanno delle stupende vedute sul seno di Lerici e sulla "Caletta". Al ritorno si può discendere dalla "Tagliata", visitare il Poggio e il Castello e quindi rientrare attraverso l'antico borgo Pisano oppure scendendo alla banchina della Calata Mazzini (Molo di Lerici). Lerici-La Serra-Lerici ( 2 ore) Sempre salendo per la "Carpaneta" e raggiunta la strada per Tellaro, la si attraversa e si sale su un'agevole mulattiera fino alla Serra con un panorama sulla parte orientale del Golfo. Seguendo un reticolo di antichi sentieri incontriamo numerose testimonianze della civiltà megalitica con costruzioni in pietra chiamate "cavanei" molto simili ai nuraghi sardi. Da La Serra si può scendere lungo la strada provinciale fino a Barcola e, tramite la mulattiera di via Canata, comodamente rientrare sulla passeggiata a mare, in prossimità dei giardini. Lerici-Barbazzano (1 ora) Salendo dalla "Carpaneta" (via Doria di Lerici) si giunge al bivio per Maralunga. Di fronte al numero civico 3 sulla provinciale per Tellaro, diparte un agevole sentiero che conduce all'antico borgo di Barbazzano. Inserito in un uliveto di memoria romana, si presenta particolarmente suggestivo per l'insieme naturale e urbanistico. Il borgo, di origine romana, ebbe il suo massimo splendore nel periodo medievale (XII e XIII sec.) Manifestazioni Luglio - "S. ERASMO" - Patrono di Lerici. - Informazioni: Comune di Lerici tel. 0187/ 967134. I tordi di carnevale Lerici,l'ultima sera di carnevale "la campana alle 23 con i suoi cento rintocchi avvertiva che il periodo di festa volgeva al termine:allora tutti si ritiravano in casa temporaneamente per mangiare,non i consueti ravioli,ma un piatto caratteristico a base di tordi:quando l'alba cominciava ad annunciarsi e le maschere stanche abbandonavano la strada,un ultimo guizzo animava la piazza in un vorticoso girotondo:un giovane impersonante forse il re di carnevale,giaceva sul selciato della via fingendosi morto,mentre i suoi compagni gli giravano intorno cantando:"lassè dormìe quer fante/bela cor vostro pianto,/lassè dormìe quer fante."
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