Il castello di Lerici è una delle più imponenti ed interessanti fortificazioni esistenti nell'arco del golfo ligure. La sua massa grigia e maestosa si erge sul promontorio roccioso che delimita l'insenatura lericina, risaltando nello splendido paesaggio circostante, che caratterizza in modo inconfondibile.

Nella parte verso il mare aperto, le sue mura strapiombano sulle rocce, mentre a monte, si staglia l'alta torre pentagonale a dominare l'abitato alla cala sottostante.Al castello si può arrivare da Piazza Garibaldi, percorrendo Via Zanelli e le strette vie del borgo vecchio, oppure con l'ascensore, situato in una galleria nelle vicinanze della Calata.

Le origini del castello e del paese di Lerici sono tuttora oggetto d'indagine e discussione storica. Nel medioevo, probabilmente, la baia serviva come approdo e scalo già all'epoca della denominazione obertenga e dell'affermarsi della feudalità minore, nella quale avevano un posto di rilievo i signori di Vezzano.

Ma è con la Repubblica genovese che Lerici cominciò ad assumere un ruolo più marcato nel tempo. Dopo aver acquistato Portovenere dai signori di Vezzano e averne fatto una base munita per controllare il golfo spezzino e rendere più salda la sua espansione verso Levante, Genova venne in possesso di Lerici.Anche in questo caso negoziò con i signori di Vezzano e d'Arcola, che erano i feudatari della località.Nel 1152, a Portovenere, fu firmato l'atto con il quale Giulenzio, Butafara e Girardo per Arcola e Guido, Bellengerio, Alberto, Girardo ed Enrico per Vezzano cedevano Lerici per 29 e 10 lire a Lucca. Nel documento stipulato si fa riferimento ad una torre, forse un'opera difensiva già esistente d'origine bizantina od obertenga, a presidio del luogo.

L'insediamento della Repubblica in questa parte del golfo e le sue mire espansionistiche verso Est cozzarono contro la famiglia Malaspina, poi questi furono sconfitti nel 1174 a Monleone, e furono costretti a sottoscrivere un patto con il quale erano obbligati, fra l'altro a lasciare Lerici e ad impegnarsi a non costruire opere fortificate dal Monte Corvo fino a Genova.Negli anni successivi il borgo lericino vide accrescere la sua importanza. La sua collocazione geografica e l'assenza di fortificazioni n'avevano fatto un luogo deputato a trattative per porre fine alla guerra fra Genova e Pisa. Fu proprio qui, nel 1217, che fu stipulato un trattato di pace fra di esse.

Lerici sviluppò una funzione di scalo marittimo e commerciale. L'approdo sulla costa orientale del golfo, divenne il punto d'incontro fra Genova e Lucca, che oltre a convenzioni commerciali, come quella sul "sale" nel 1159, stipularono a Lerici un vero e proprio trattato d'alleanza nel 1166.Lo scontro navale dell'Isola del Giglio, nel 1241, risoltosi con la vittoria di Pisa sulla flotta genovese, incise sul destino di Lerici. La Repubblica marinara toscana, infatti, occupò la baia e l'approdo, forse senza incontrare resistenza.

I pisani tentarono di vincere il presidio di Portovenere ma furono respinti e per questo decisero di fortificare Lerici, iniziarono a proteggere il borgo con l'edificazione di mura. Il possesso pisano non durò a lungo; nel 1254 la sconfitta di Pisa ad opera dei genovesi, fiorentini e lucchesi, coalizzate assieme, impose la restituzione del castello e del porto di Lerici. Genova mise mano al potenziamento delle difese lericine, rafforzò il castello e dopo qualche anno ricostruì il borgo fortificato.

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Anche Lerici fu teatro degli scontri che opposero nei primi decenni del '300 i Ghibellini e i Guelfi, i quali per ben due volte distrussero il paese, senza riuscire ad espugnare il castello. Successivamente, alla fine del 1300 venne la denominazione dei Francesi, alla fine della quale, nel 1411, le fortificazioni e il borgo furono venduti ai fiorentini. L'anno successivo Genova riuscì nuovamente ad entrare in possesso di Lerici, tenendola per quindici anni, fino a quando non fu consegnato ad Alfonso d'Aragona. Gli avvenimenti della seconda metà del '400 videro succedersi diversi domini fino al tentativo passaggio a Genova nel 1479.Nei decenni successivi il castello, ampliato e consolidato con una pesante e spessa cortina esterna, per renderlo invulnerabile alle artiglierie divenne un punto di forza della Repubblica.

La struttura attuale del castello, che ha una base poligonale irregolare a sei lati e che segue la conformazione dello sperone roccioso su cui è posto, è il frutto di aggiunte e ampliamenti successivi, dovute a mutate esigenze militari nel corso dei secoli.

Si entra nella fortificazione attraverso una porta che è situata nel corpo di uno degli ampliamenti più recenti, risalenti al 1500. L'ingresso era munito di un ponte levatoio, come dimostrano i fori di passaggio di catene. Di qui si accede in un locale anch'esso d'epoca cinquecentesca e poi alla parte medioevale del castello. Il cortile fa parte della struttura medioevale, che si estendeva in una forma pressoché rettangolare e al cui interno, oltre ad alcuni locali si trova la cappella dedicata a Santa Anastasia. Si tratta di un luogo sacro austero, con volte incrociate gotico - liguri, con colonnine nel portale d'ingresso e una lunetta con una croce scolpita. Sopra al corpo più antico è situata l'ampia spianata dove dovevano essere collocate le armi da fuoco. La complessa struttura del castello può essere suddivisa in alcune parti, corrispondenti alla loro epoca d'edificazione.

La più antica è la torre pentagonale interna costruita in epoca antecedente ai pisani, intorno a questa costruzione cominciarono a dar corpo ad un vero e proprio castello e che terminava all'altezza della cappella di Santa Anastasia. Infine nel '500 si costruirono le spesse mura esterne.Oggi il castello di Lerici, che è ben conservato e agibile, è sede d'importanti mostre ed avvenimenti culturali

Museo Geopaleontologico

Tel. 0187- 969042   0187- 942838 

 

Castello Monumentale -chiuso il martedì-

orario invernale:9-13 15-19 

orario estivo:9-12 17-24

ingresso: 8.000