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L'antica Mons Ilicis, monte dei lecci, frequentato centro balneare.Il borgo di origini antiche era già abitato nei primi secoli dopo Cristo da popolazioni liguri dedite alla pesca, ma la prima notizia certa della sua esistenza risale al secolo VIII allorché pirati saraceni distrussero una chiesa dedicata a Santa Marta. Nel 1152 si trova il nome di Lerici citato in un atto ufficiale col quale i signori di Vezzano vendettero il paese ai genovesi,nonostante l'opposizione di Malaspina, tradizionali alleati dei Pisani. Riconquistato dai Pisani nel 1241 il borgo venne dotato di mura difensive e del castello che ne rappresenta ancora la principale caratteristica. Perduta la sua importanza militare Lerici rimase un piccolo centro dedito alla pesca ed al piccolo commercio, soltanto agli inizi del secolo fu scoperto da illustri personaggi italiani e artisti stranieri che lo resero famoso nel mondo come il "Golfo dei Poeti".La bellezza del luogo attirò Dante e il Petrarca e poi nell'Ottocento Byron e Shelley.
Indirizzi e Numeri Telefonici utili
(fonte elenco ufficiale abbonati)
Il promontorio orientale del golfo della Spezia termina con la punta bianca; fra questa e Lerici si trovano i borghi di Tellaro e Fiascherino, all'interno è situata Montemarcello, in posizione magnifica.Sulla foce del fiume Magra è posta Bocca di Magra, con resti di età romana e quindi Ameglia località adagiata sulla sommità di un colle.
Museo Geopaleontologico Orario estivo: 9-12 17-24 Orario invernale:9-13 15-19 Chiuso il martedì Tel. 0187- 969042 0187- 942838
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Da vedere:
Casa di Andrea Doria- in Via Doria,ospita la Biblioteca Civica di Lerici- residenza dal 1528 dell'Ammiraglio, dopo il passaggio alle dipendenze di Carlo V. Museo Geopaleontologico Tel. 0187- 969042 0187- 942838
Castello Monumentale -chiuso il martedì- orario invernale:9-13 15-19 orario estivo:9-12 17-24 ingresso: 8.000 lire
Escursioni: Lerici-Maralunga-Lerici (45 minuti) Da Piazza Garibaldi, antica sede degli scali di costruzione navale, si sale per la "Carpaneta" (Via A. Doria), si passa davanti al Palazzo dove soggiornò Andrea Doria, e si raggiunge la strada provinciale per Tellaro. Si svolta a destra e si percorre l'ex strada militare che conduce alla ottocentesca batteria navale costiera di Maralunga. La strada passa alta e si hanno delle stupende vedute sul seno di Lerici e sulla "Caletta". Al ritorno si può discendere dalla "Tagliata", visitare il Poggio e il Castello e quindi rientrare attraverso l'antico borgo Pisano oppure scendendo alla banchina della Calata Mazzini (Molo di Lerici). Lerici-La Serra-Lerici ( 2 ore) Sempre salendo per la "Carpaneta" e raggiunta la strada per Tellaro, la si attraversa e si sale su un'agevole mulattiera fino alla Serra con un panorama sulla parte orientale del Golfo. Seguendo un reticolo di antichi sentieri incontriamo numerose testimonianze della civiltà megalitica con costruzioni in pietra chiamate "cavanei" molto simili ai nuraghi sardi. Da La Serra si può scendere lungo la strada provinciale fino a Barcola e, tramite la mulattiera di via Canata, comodamente rientrare sulla passeggiata a mare, in prossimità dei giardini. Lerici-Barbazzano (1 ora) Salendo dalla "Carpaneta" (via Doria di Lerici) si giunge al bivio per Maralunga. Di fronte al numero civico 3 sulla provinciale per Tellaro, diparte un agevole sentiero che conduce all'antico borgo di Barbazzano. Inserito in un uliveto di memoria romana, si presenta particolarmente suggestivo per l'insieme naturale e urbanistico. Il borgo, di origine romana, ebbe il suo massimo splendore nel periodo medievale (XII e XIII sec.) Manifestazioni Luglio - "S. ERASMO" - Patrono di Lerici. - Informazioni: Comune di Lerici tel. 0187/ 967134. I tordi di carnevale Lerici,l'ultima sera di carnevale "la campana alle 23 con i suoi cento rintocchi avvertiva che il periodo di festa volgeva al termine:allora tutti si ritiravano in casa temporaneamente per mangiare,non i consueti ravioli,ma un piatto caratteristico a base di tordi:quando l'alba cominciava ad annunciarsi e le maschere stanche abbandonavano la strada,un ultimo guizzo animava la piazza in un vorticoso girotondo:un giovane impersonante forse il re di carnevale,giaceva sul selciato della via fingendosi morto,mentre i suoi compagni gli giravano intorno cantando:"lassè dormìe quer fante/bela cor vostro pianto,/lassè dormìe quer fante."
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