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In memoria a Sergio Fregoso di Ando Gilardi Quasi due secoli fa nasceva la Fotografia e con la Fotografia nascevano i Sergio Fregoso.Che non sono semplicemente Fotografi,dilettanti,amatori e professionisti, ma una specie molto più rara:sono quelli che oltre a farla la Fotografia hanno capito cos'è. Non hanno mai avuto un nome proprio,io penso a loro come a Sergio Fregoso. Il loro rapporto con la Fotografia è profondo:essi hanno compreso che per la prima volta da quando camminiamo sopra la Terra,la Fotografia abbia mostrato all'Uomo quello che lui è veramente,perché l'esperienza di Uno viene moltiplicata in miliardi di copie è diventata l'esperienza di tutti:noi dopo la Fotografìa viviamo non con una ma moltissime esistenze. Ma non tutti,solo pochissimi hanno compreso cosa questo realmente significa e sono cambiati. Perchè le fotografie,anche poche,possono cambiarci:le stesse fotografie che lasciano più o meno indifferenti mille persone,possono mutare di colpo la vita di una. Susan Sontag,dopo la guerra,dopo aver visto una mostra su un lager scrisse"...capii che da quel momento non sarei mai più stata quella di prima".Una dozzina di immagini per molti insignificanti,possono avere conseguenze spirituali più profonde di cento libri di storia. Susan Sontag come Sergio Fregoso e come chi scrive queste poche righe in sua memoria,hanno capito cos'è la Fotografia.Non è una fortuna o forse lo è:ma non è questa la questione importante:è un semplice fatto. Tanti anni fa ero con Sergio qui a Spezia e stavamo guardando una serie di fotografie di vecchi gruppi scolastici elementari,di ricchi e di poveri,di quelli che una volta si usavano fare col Preside alla fine dell'anno.Quando ne scrivo rivedo quei gruppi,specialmente quelli dei bambini poveri.Rivedo un piccino in mezzo al suo gruppo,piccolo piccolo,con un enorme cartella di tela,pallido pallido,le gambette sottili negli enormi scarponi...Mi accorsi che anche Sergio era diventato triste:anche lui si era fissato su quel bambino con l'enorme cartella: "Sergio- gli dissi- possiamo fare qualcosa per lui?". "Metterlo in cornice" rispose,e non voleva fare ironia. Perché io so cosa intendeva,ne avevamo parlato altre volte. Io e Sergio avevamo capito che la Fotografia che aveva tanto cambiato la nostra vita,non aveva cambiato e non avrebbe cambiato il mondo.Era per la gente comune un'immagine come le altre,forse più generosa e per certi versi più bella,soprattutto più facile:procurava tranquille emozioni.La Fotografia aveva fatto diventare Sergio Fregoso ancora più buono, gentile e disponibile e lui aveva fatto diventare la Fotografia un gioco appagante. E poi le volte in cui ci si trovava insieme a una vecchio amico ferito dalla vita a guardare il ritratto vero di un Bambino Gesù con l'enorme cartella di sacco appesa alla spalla e il suo spaventoso futuro sfocato negli occhi,queste occasioni non vengono che rare volte. E quando vengono altro non resta da fare che metterle in cornice.Grazie
Intitolazione del Archivio della Documentazione Fotografica e Multimediale a Sergio Fregoso
Fotografie:Raùl Pietrobono |