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CARUGGI, CARRUGI E CARROBBI Articolo di Sandro Guglielmone Parlando di quelle viuzze strette dei nostri paesini che si specchiano sul mare, tanto anguste a volte da lasciar passare una sola persona per volta, per lo meno così sicure da contrastare le aggressioni dei saraceni (qualcuno ha persino avanzata lipotesi di una derivazione dalla voce araba "Karug", con la "g" finale dolce, intesa come "via di uscita" . sottinteso, da tutto quello che gli pioveva sulla testa dai difensori del piccolo borgo marinaro ) che venivano dal mare, ci si chiede quale sia lorigine del nome carrugio. La storia dei carrugi, o dei caruggi ed anche dei carrobi, che sono anche qui nel golfo della Spezia e nei paesini delle cinque terre un termine ben conosciuto, è da riassumersi, senza fotocopiare nessuno, in pochissime parole. Se è vero che la radice "Carrugio" più comunemente accettata si riferisce a crocicchio di strade, quadrivio, in pratica la "Creuza de ma" così amorevolmente cantata dal nostro grande amico scomparso Fabrizio de Andrè, si può trovare una uguale interpretazione anche nel termine "Carrobbio". Ma ad onor del detto - non cero nellanno mille, e quindi riporto solo quello che ho sentito dire -, non credo si debba scartare a priori lorigine derivata dalla parola "carro", anche tenendo conto che molti di questi vicoli erano percorsi da carri che nel corso dei secoli hanno lasciato le impronte del loro passaggio sia nei solchi sul selciato di pietre a terra, sia in quelli sui bordi di pietra delle pareti delle case laterali. E non credo quindi possa essere disprezzata nemmeno un derivazione da "selciato di pietre", con riferimento allantica voce ligure-celtica "Kar", pietra, da cui possono essere derivati gli etimi "Carro" e "Carrodano", paesi in provincia della Spezia, nonché Carrara sulle Alpi Apuane.
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