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anche la chiesa di Santa Maria, la più antica parrocchia del centro urbano. Tale è stata eretta nel 1434 sottraendo la città alla giurisdizione ecclesiastica della Pieve di Marinasco che, fino a quell’anno, scendeva con i suoi ampi confini nel piano della Spezia, fino alla spiaggia. La chiesa sorse in stile gotico utilizzando parte dell’edificio preesistente. Nel corso dei secoli,però, subì ripetuti rifacimenti. Qui ricordiamo soltanto quel li operati dall’architetto D’Orsara agli inizi del secolo.
del 19 aprile 1943, della vecchia chiesa rimane la parte absidale e presbiterale e le due colonne centrali di tale parte. Sono in segmenti mentre quelle della ricostruzione sono tutte monolitiche. Il restauro ha abolito i numerosi altari laterali ricreando il nuovo spazio per due piccole navate: il nuovo edificio è stato allungato in facciata. Quest’ultima è caratterizzata da un disegno moderno con litocromie di vago sapore gotico-genovese. E’ opera
dell’architetto Oliva.
facciata nel restauro di questo secolo, sono opera dello sculto re Angiolo Del Santo: nel centro l'Assunzione ed, ai lati, le rappresentazioni delle leggende agiografiche di San Terenzo e di San
promulgato il 4 marzo 1848 da Carlo Alberto.Numerose sono le opere d’arte ed i cimeli che si conservano nella chiesa: sulla destra, sarcofago marmo reo di Baldassare Biassa e di sua moglie Francesca
Malaspina. opera di ignoto del 1300. La tiara in argento è stata riparata nel dopoguerra dallo scultore Magli.La beata Vergine del Carmine,in marmo, opera del milanese Carlo Tantarini (sec. XVII).
attribuita a Fabio del Medico di Carrara (primi del XVIII
secolo). soppressa chiesa
di S. Antonio. Giovan Battista Casoni (1609—1681) rappresentante la moltiplicazione dei pani. Proviene dal convento dei Francescani, nell’area dell’Arsenale.Martirio di S. Bartolomeo di Luca di Cambiaso (seconda metà del XVI sec.).Assunzione della Vergine attribuita al Fiasella; inoltre opere di Giuseppe Palmieri (sec. XVIII) e di altri artisti dell’epoca.
scuola di A.M. Maragliano; numerosi paliotti; piante
e tornari del sec. XVIII. cotta attribuita a Luca della Robbia (1399—1484) rappresentante la Vergine dinanzi a Dio Padre che la incorona con Santi, angeli incorniciati da fascia policroma di festoni e frutta. L’icona si trovava nella chiesa déi Minori Riformati di S. Francesco edificata nel 1458.
trafugata con varie altre opere e trasportata in Francia. Rientrata alla Spezia fu collocata in Santa Maria e, quindi, di nuovo al convento di S. Francesco. Ma quando questo fu soppresso, nel 1863 per i lavori dell'Arsenale, fu tolta dal coro della ex chiesa e trasportata a Genova ove rimase nell’accademia di Belle Arti fino al 1892. Di qui al Museo del “Palazzo Bianco” e soltanto dopo lunghissime reiterate pressioni da parte della Municipalità, l’opera è rientrata alla Spezia nel novembre del 1903.
adeguato l’altare ai nuovi canoni liturgici. Il vecchio altare è stato spostato verso l’abside e ridotto a sfondo. Il nuovo altare-mensa, in marmo bianco, è opera dello scultore Vezzoni di Pietrasanta . Vi è rappresentato il sacrificio di Melchisidered il Concilio Vaticano II. La nuova
sistemazione è stata progettata dall’’ing. F. Carrozzi.
palazzo gentilizio, ristrutturato secondo lo stile barocco, ricorda la serie delle. costruzioni a schiera che si sviluppano, ininterrottamente, da via del Prione alla “Porta Biassa”. Dietro questa facciata e dietro quelle degna date degli altri vecchi stabili che raggiungono via del Prione, si stende una zona che era ad orti ed a giardini e che, nel ‘700, si poneva tra le case e la cinta delle mura.
Fonte: Itinerario-Guida nel Centro Storico Assessorato Pubblica Istruzione Servizio Itinerari Didattici Fotografie: Archivio Fotografico Storico Vietata la riproduzione (La qualità delle foto storiche è volontariamente degradata per motivi di copyright©)
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